
La proposta del Primo Ministro Keir Starmer di introdurre una carta d’identità digitale obbligatoria per tutti i cittadini del Regno Unito sta alimentando una contromossa inattesa: il ritorno ai cosiddetti “dumbphone” (telefoni non smart) degli anni ’90.
Il piano, ribattezzato “Brit-Card”, prevede una ID digitale contenente nome, data di nascita, foto, nazionalità e status di residenza.
La resistenza al provvedimento, che i critici definiscono “distopico” e “un passo verso la sorveglianza di massa”, è cresciuta, con una petizione che ha superato i 2,5 milioni di firme.
Come riporta il Daily Mail, molti cittadini britannici, in particolare sui social media, hanno espresso l’intenzione di abbandonare gli smartphone per dispositivi retro come il Nokia 3210 o il 6210.
L’idea alla base è che la ID digitale sarà scaricabile tramite un’app governativa su smartphone, e quindi, passando a un telefono senza capacità di installare app, si possa eludere l’obbligo.
L’identità digitale sarebbe necessaria per dimostrare il diritto di residenza nel Regno Unito o per poter affittare un immobile.
La mossa di passare ai vecchi telefoni evidenzia un forte timore della popolazione riguardo alla privacy e al controllo governativo associato ai nuovi sistemi digitali.
