Esteri

Rientro degli attivisti italiani della Flotilla: denunce di abusi e indagini della Procura

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Quindici cittadini italiani, parte della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza, sono stati rilasciati da Israele insieme ad altri 160 attivisti, inclusa Greta Thunberg, atterrando ad Atene.

Gli attivisti hanno denunciato pubblicamente di aver subito maltrattamenti e abusi durante la detenzione in prigioni israeliane di massima sicurezza, con l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan che ha parlato di percosse.

Greta Thunberg, pur sottolineando gli abusi, ha voluto portare attenzione sul “genocidio in corso” a Gaza, ribadendo la violazione del diritto internazionale da parte di Israele nell’impedire gli aiuti.

La missione degli attivisti italiani è stata seguita da un team legale che ha presentato due diffide e un esposto alla Procura di Roma per avviare procedimenti penali contro i responsabili degli attacchi e del sequestro degli attivisti in acque internazionali, ipotizzando anche il reato di sequestro di persona.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto a ringraziare il personale diplomatico italiano per l’assistenza fornita ai connazionali in Grecia.

Si apprende che la Procura di Roma sta valutando gli atti presentati e non è esclusa la possibilità che i partecipanti italiani alla missione vengano ascoltati come persone informate sui fatti.

Le denunce di condizioni di detenzione disumane e trattamenti degradanti sono state mosse anche dagli attivisti svizzeri rilasciati, mentre Israele ha in precedenza definito tali notizie “complete bugie”.

Al momento, rimangono ancora detenuti in Israele 138 dei 470 attivisti fermati.

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