
Le maree superficiali sono un movimentato fenomeno, periodico e abbastanza regolare, di sollevamento e di abbassamento di alcune acque costiere dei bacini oceanici, causato dalle forze gravitazionali che agiscono nel sistema Terra-Luna-Sole, poi influenzato sia dal clima che dal meteo. Risultano così un’abitudine quotidiana abbastanza scontata per chi vi risiede, un’attrazione straordinaria per turisti e visitatori occasionali, un originale laboratorio di ricerca per scienziati di varie discipline.
Sostanzialmente, vengono provocate dall’azione combinata di due forze: l’attrazione gravitazionale esercitata dalla Luna sulla massa acquea e la forza centrifuga che nasce dal movimento reciproco della Terra e della Luna nello spazio del sistema solare. La Terra ruota intorno al proprio asse e, contemporaneamente, Terra e Luna insieme compiono un moto di rivoluzione intorno a un asse ideale, che corrisponde in prima approssimazione al moto orbitale della Luna intorno alla Terra. Nell’arco di uno stesso giorno, luoghi marini accanto alla superficie terrestre subiscono l’azione di due forze cicliche e variabili nel tempo.
In base alla loro periodicità, dal punto di vista astronomico, è possibile abbozzare una classificazione: maree diurne, quando si verifica una sola alta marea e una sola bassa marea al giorno; maree semidiurne, quando si verificano due alte e due basse maree più o meno ogni giorno e di ampiezza poco diversa; maree miste, quando si verificano due alte e due basse maree circa al giorno di ampiezza molto diversa. Frequentemente, la condizione di alta marea si verifica nelle acque costiere due volte al giorno ma non proprio ogni 24 ore, circa 50 minuti in più, quando la Luna transita sul meridiano locale, è più vicina e l’acqua si “rigonfia”; poi approssimativamente 12 ore e 25 minuti più tardi, quando transita sullo stesso meridiano agli antipodi (nel luogo diametralmente opposto sulla superficie terrestre). Non appena completato il flusso di alta marea (colmo), si realizza il riflusso del livello marino che culmina, dopo oltre 6 ore, con la bassa marea (cavo), quando la zona interessata si trova alla massima distanza dall’allineamento con la Luna. Analogamente alla Luna, pure il Sole produce un’azione di marea, che risulta però meno efficace a causa della maggiore e notevole distanza dalla Terra. Nei giorni di Luna piena e di Luna nuova, quando Sole, Luna e Terra sono astronomicamente allineati, le maree hanno intensità o ampiezza massima (maree vive).
Alcuni litorali dello stesso oceano o mare non conoscono maree di rilievo, invece in altri sono regolari e periodiche (soprattutto nel Pacifico). Influiscono, ovviamente, numerosi aspetti morfologici come: la superficie della massa d’acqua, la differenza di profondità dei fondali, la forma della costa (più o meno piana o “inclinata”), la presenza di baie e stretti, di fiumi affluenti ed estuari con relativi sedimenti. Non a caso, in italiano il termine ruota geograficamente intorno al “mare” (Mediterraneo), inteso come bacino acqueo; mentre, in diverse lingue nordiche si coglie ancora oggi il collegamento tra marea e tempo, tide e time in inglese, getijde e tijde in olandese, Gezeiten e Zeit in tedesco. Come è noto, anche le coste dell’Alto Adriatico e soprattutto la laguna di Venezia conoscono un peculiare fenomeno delle maree, condizionato dall’aumento del livello del mare, dalla subsidenza e dall’erosione.
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