
I risultati della ricerca condotta da Ce.R.T.A. e Cattolicaper il Turismo, intitolata “Il turismo spirituale in occasione del Giubileo 2025” sono stati presentati nell’ambito dell’evento Cattolica per il Turismo, rivelando una trasformazione nel profilo del viaggiatore dell’Anno Santo. Il Giubileo della Speranza secondo l’indagini non ha solo interessato il “pellegrino” tradizionale, ma anche diversi modelli di “viaggio spirituale”.
Solo un 15% degli intervistati a Roma si è infatti identificato come “pellegrino” (che intraprende un itinerario di devozione e sacrificio). La maggioranza si è invece identificato in tre cluster: eremita (viaggio contemplativo), entusiasta (attratto dal grande evento storico) e mindful explorer (in cerca di autenticità).
Il Giubileo ha così generato un’occasione di scoperta più ampia dell’Italia, non limitata a Roma: i viaggiatori internazionali si fermano in media 8 giorni e visitano mete spirituali come Assisi e il Duomo di Milano. Gli Europei sono particolarmente spendaccioni: oltre il 52% dei viaggiatori europei supera i 1000 euro di spesa totale, con i francesi che toccano il 71%.
Gli alberghi sono preferiti dagli stranieri (43%-55%), mentre gli italiani optano per i B&B (39%). I contenuti audiovisivi (documentari, film) hanno giocato un ruolo chiave nell’invogliare il viaggio per italiani (54%), tedeschi (61%) e inglesi (71%).
L’interesse per mete future predilige esperienze slow, meditazione e autenticità (Eremo di San Colombano, Via Francigena). Si registra anche un “effetto Giubileo”: circa il 10% degli stranieri sono visitatori per la prima volta in Italia, a testimonianza della grande portata dell’evento.
