
Oltre 578.000 imprese italiane non agricole hanno investito nell’economia verde e nella sostenibilità negli ultimi sei anni, confermando l’orientamento ecologico del tessuto produttivo nazionale.
Secondo il sedicesimo Rapporto GreenItaly 2025 (realizzato da Unioncamere, Fondazione Symbola e Centro Studi Tagliacarne), la domanda di profili e competenze legate alla sostenibilità ambientale è in forte crescita.
Nel 2024, i cosiddetti “green jobs” (lavori verdi) hanno raggiunto i 3,3 milioni di unità a livello nazionale, pari al 13,8% del totale degli occupati, con un aumento del 4,3% rispetto al 2023.
L’incremento dei posti di lavoro verdi è diffuso in quasi tutto il Paese, con il Nord-Ovest (32,8%) e il Nord-Est (23,6%) in testa. Le aziende cercano figure specializzate in settori emergenti, come ingegneri solari o per le energie rinnovabili, ma anche professioni “classiche” riadattate in chiave ecologica.
Nonostante l’alta propensione delle imprese all’eco-investimento (più di una su tre), il principale ostacolo alla transizione ecologica è la difficoltà a reperire professionisti qualificati. Le aziende faticano a trovare oltre la metà dei “green jobs” richiesti, bloccando di fatto gli investimenti.
A livello territoriale, la Lombardia è in testa per numero di imprese eco-investitrici (102.730), seguita da Veneto, Campania, Lazio ed Emilia-Romagna.
