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Rapporto Migrantes 2025: in vent’anni,1,6milioni d’italiani trasferiti all’estero

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La XX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes traccia il quadro di un’Italia in costante movimento, con 6,5 milioni di cittadini iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

L’analisi degli ultimi vent’anni (dal 2006) rivela un saldo migratorio negativo di -817 mila cittadini (1,644 milioni di espatri contro 826 mila rimpatri). Il 2024 segna un record negativo per la serie storica, con un aumento degli espatri del 36,5% e un calo dei rientri del 14,3%.

I principali protagonisti di questa mobilità sono i giovani tra i 25 e i 34 anni (37% degli espatriati), seguiti dalle donne (46% del totale). Oltre il 72% di chi parte ha meno di 50 anni, ma si osserva anche la crescita della “mobilità previdenziale” degli anziani.

Le destinazioni più attrattive sono i Paesi europei di libera circolazione, in particolare Regno Unito, Germania, Svizzera, Francia e Spagna, che assorbono il 59% degli espatri.

Monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, sottolinea che l’Italia non è più un Paese che “fugge”, ma una nazione che si ridefinisce nelle reti transnazionali. La mobilità deve essere letta come una risorsa da valorizzare, non una ferita da nascondere, sottraendo il tema alle strumentalizzazioni ideologiche.

Il Rapporto evidenzia, inoltre, come l’emigrazione rifletta gli squilibri interni del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, e che chi espatria ha spesso già sperimentato la migrazione interna.

Un fenomeno crescente è quello degli espatri dei “nuovi” cittadini italiani (i naturalizzati), che negli ultimi due anni hanno rappresentato un quinto di tutti i cittadini partiti.

l Rapporto invita a cogliere questa mobilità come un campanello d’allarme: finché l’Italia non offrirà opportunità e riconoscimento del merito, il Paese continuerà a partire.

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