
L’ultima tornata delle elezioni regionali si è conclusa con un bilancio di due a uno a favore del centrosinistra, che ha conquistato Campania e Puglia, mentre il Veneto è rimasto saldamente nelle mani del centrodestra.
I neo-governatori sono Roberto Fico (M5S/CSX) in Campania con oltre il 60% dei voti, Antonio Decaro (PD/CSX) in Puglia con più del 64%, e Alberto Stefani (Lega/CDX) in Veneto con oltre il 65%.
In tutte e tre le regioni, i successori hanno registrato distacchi netti, mediamente di quasi 30 punti percentuali, rispetto ai loro sfidanti. Tuttavia, l’alto dato dell’astensionismo ha rappresentato una nota dolente, toccando il 14% in meno rispetto alla precedente consultazione.
La Premier Giorgia Meloni si è congratulata con i vincitori, lodando la vittoria in Veneto come frutto della “serietà della nostra coalizione”. Anche il leader della Lega Matteo Salvini ha esultato per il risultato veneto, dove il Carroccio, grazie anche al supporto di Zaia, ha confermato la sua supremazia come primo partito, con Fdi rimasto sotto il 20%. Sul fronte opposto, il centrosinistra ha espresso grande soddisfazione per le vittorie al Sud, dichiarando che il mito dell'”imbattibilità” di Giorgia Meloni è finito. La segretaria del PD, Elly Schlein, ha celebrato la linea unitaria: “L’alternativa c’è ed è competitiva,” aggiungendo che “la partita è apertissima” in vista delle politiche.
Anche Giuseppe Conte ha incalzato la Meloni, rivendicando la “doppietta storica” del Movimento e sottolineando che la sconfitta del candidato di Fratelli d’Italia in Campania era la sconfitta del Governo. I due leader hanno ribadito l’intenzione di proseguire sulla strada dell’unità per costruire un’agenda di governo comune e sfidare la destra. I neo-presidenti hanno espresso i loro intenti: Stefani si è impegnato a essere il “sindaco dei veneti,” Decaro ha promesso di affrontare subito le liste d’attesa nella sanità pugliese, e Fico si è dichiarato pronto a rappresentare in Campania la voce di chi non ha voce.
