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Società Pediatria avverta dei rischi del digitale sui bambini: smartphone non prima dei 13 anni


I bambini di oggi dormono, si muovono e parlano meno, risultando più ansiosi e soli a causa dell’ingresso precoce della vita digitale.

Studi recenti mostrano che solo 30 minuti in più di digitale al giorno raddoppiano il rischio di ritardo del linguaggio nei bimbi sotto i 2 anni.

Un’ora extra di schermi riduce il sonno di circa 15 minuti nei 3-5 anni, e oltre 50 minuti giornalieri aumentano il rischio di ipertensione e sovrappeso pediatrico.

La Società Italiana di Pediatria (SIP) ha aggiornato le sue raccomandazioni, analizzando oltre 6.800 studi sulla letteratura internazionale. Il Presidente SIP, Rino Agostiniani, sottolinea che l’esperienza del COVID-19 ha raddoppiato il tempo medio di esposizione agli schermi (4-6 ore giornaliere).

Le nuove linee guida, elaborate da pediatri ed esperti, offrono un percorso educativo per un uso equilibrato e rispettoso dei tempi di sviluppo.

La SIP raccomanda di evitare l’accesso a Internet non supervisionato prima dei 13 anni per il rischio di contenuti inappropriati. Si consiglia di rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni per tutelare lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.

È fondamentale ritardare il più possibile l’uso dei social media e bandire i dispositivi durante i pasti e prima di dormire.

La revisione conferma gli effetti negativi dell’eccesso di schermi su obesità, sonno, salute mentale, dipendenze digitali e vista.

I principi guida SIP sono: posticipare l’esposizione, proteggere corpo e mente, promuovere esperienze reali e mantenere la centralità dell’adulto.

È essenziale incentivare attività all’aperto, sport, lettura e il gioco creativo. Il cervello dei ragazzi ha bisogno di tempo, non di schermi: la tecnologia va introdotta solo con la maturità necessaria per gestirla.

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