Esteri

Pressioni USA sull’Italia: il caso Nuctech e la sicurezza nazionale

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Gli Stati Uniti hanno esercitato forti pressioni sul governo italiano per annullare contratti pubblici con Nuctech, azienda cinese leader negli scanner di sicurezza, sollevando timori per la sicurezza nazionale. E’ quanto riporta il quotidiano Bloomberg.

Secondo fonti diplomatiche, Washington ha presentato reclami formali direttamente all’ufficio della Premier Giorgia Meloni. L’obiettivo era invalidare gare d’appalto del valore di circa 20 milioni di euro per macchinari destinati alle dogane italiane, nel timore che Pechino potesse accedere a dati sensibili.

L’amministrazione americana teme che le immagini acquisite nei porti doganali finiscano sotto il controllo delle autorità cinesi, mettendo a rischio gli standard di sicurezza della NATO. Nuctech, già inserita nella “Entity List” degli USA come minaccia nazionale, nega ogni accusa, affermando che i dati appartengono esclusivamente ai clienti e che l’azienda opera nel pieno rispetto delle norme UE sulla privacy e sulla cybersicurezza.

Tuttavia, il governo italiano ha risposto che annullare retroattivamente i contratti comporterebbe gravi rischi legali e tensioni diplomatiche con Pechino. Per mediare, Roma ha promesso di considerare le preoccupazioni americane nei futuri bandi e ha recentemente introdotto norme che favoriscono aziende con sede in Italia o in paesi alleati NATO.

Questa vicenda evidenzia il delicato equilibrio della Meloni tra la partnership commerciale con la Cina e il saldo legame atlantico con Washington. L’Italia, dopo l’uscita dalla Via della Seta, sta progressivamente riducendo l’influenza cinese in asset strategici, come già avvenuto con il ridimensionamento del ruolo di Sinochem in Pirelli. La sfida resta limitare l’esposizione tecnologica a Pechino senza compromettere la stabilità economica nazionale.

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