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Recensione Sull’eguaglianza di tutte le cose 

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Sull’eguaglianza di tutte le cose. Lezioni americane 
Carlo Rovelli
Fisica
Adelphi Milano
2025 
Pag. 214 euro 15

Spaziotempo. Fisico e filosofico. Durante gli ultimi due mesi del 2024 il grande fisico italiano Carlo Rovelli fu invitato a tenere alcune lezioni al dipartimento di filosofia dell’Università di Princeton sull’approccio relazionale alla meccanica quantistica che aveva iniziato a esplorare negli anni Novanta e sulle implicazioni filosofiche della rivoluzione scientifica in corso. Le idee di un luogo comune e di uno spazio comune funzionano qui, fra noi, buoni e cattivi vicini sulla peculiare superficie della Terra, non funzionano in permanenza con il resto dell’universo. Se non ce ne rendiamo bene conto, perpetuiamo pregiudizi che rendono difficile comprende il vasto mondo, ove non esistono oggetti né modi assoluti per localizzare eventi: non significa nulla parlare di un “adesso” o dire che qualcosa resta nello stesso luogo. Da queste “nostre” parti, l’esistenza di ecosistemi fissati dalla rigidità dei continenti ci porta a pensare allo spazio in un modo che altrove non funziona. Di veramente vuoto non c’è nulla nel cosmo e il tempo trascorre a velocità diverse per viaggiatori diversi. La terra si “muove”, è noto: ruota e viaggia attorno al Sole; poi, anche la galassia ruota, e il sistema solare con essa. Tuttavia, non esiste una “velocità” riferibile a ogni movimento, né un riferimento assoluto che ci permetta di dire cosa sia fermo e cosa si muova, se non relativamente a qualcos’altro. In genere, fissiamo tale “riferimento” senza dirlo. Meglio dirlo, ribadire e introiettare che lo facciamo inevitabilmente, invece: il concetto di movimento è inadeguato per rendere conto del mondo reale e la velocità è una proprietà relativa, non attribuibile alle “cose” visto che riguarda le relazioni con altre cose. In altri termini: “le proprietà di un sistema fisico non possono essere considerate indipendentemente dalle interazioni nelle quali queste proprietà si manifestano e dai sistemi a cui si manifestano”. Il mondo è inestricabilmente interconnesso.

L’eccelso fisico teorico e ottimo scrittore Carlo Rovelli (Verona, 1956) ha rielaborato alcune lezioni americane (da cui il sottotitolo, che riprende un’espressione già usata in altri testi e traduzioni, da considerare come “statunitensi” ancora per un po’) per alcuni di noi lettori che non abbiamo conoscenze teoriche e siamo curiosi di comprendere cosa comporti la scienza moderna e contemporanea per le domande filosofiche di sempre, come pure per studiosi e scienziati interessati alle implicazioni concettuali di gravità e quanti presi insieme (l’autore fertile premiato ricercatore proprio della gravità quantistica).

Il mondo concreto che ne emerge non è fatto di oggetti, non occupa uno spazio, non si svolge in un tempo e non è governato da cause ed effetti; resta certo ancora il “nostro”, fonte di stupore e vertigine, rinunciando opportunamente a fondamenti ultimi. La scoperta dei fenomeni quantistici (osservabili in laboratorio) è la novità più strana della nuova scienza e ci induce a vedere ogni volta la contestualità (bizzarra), la probabilità (irriducibile), la granularità (peculiare).

Così, la teoria quantistica è una struttura matematica che permette di calcolare sia quali valori (granulari) delle variabili sono possibili sia la probabilità che le variabili prendano l’uno o l’altro di questi valori rispetto a un dato sistema fisico. Ecco: ragioniamo allora “sull’eguaglianza di tutte le cose”, titolo dello splendido volumetto in memoria del secondo capitolo del “Zhuangzi”, uno dei grandi libri dell’antichità, citato in più punti (per l’antifondazionalismo). La struttura riprende le sei avvincenti lezioni (con vari paragrafi ciascuna): La struttura relazionale della realtà; Dall’interno del cerchio; Lo spaziotempo è un processo quantistico; Vivere nel corso del tempo; Cosa esiste?; Senza certezza né fondamenti. Segue un’Appendice: “Come funziona la scienza?”. Da ultimo troviamo un utile indice analitico degli argomenti e dei nomi. 

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