
Il Senato ha avviato l’esame del ddl presentato da Domenico Matera (FdI), che mira a favorire il rientro in Italia dei pensionati residenti fuori dall’Unione Europea. La proposta di legge introduce l’articolo 24-quater nel TUIR, prevedendo un regime fiscale di grande vantaggio per chi trasferisce la propria residenza fiscale in piccoli comuni italiani.
Per accedere al beneficio, i richiedenti devono aver vissuto all’estero (extra-UE) per almeno cinque anni e scegliere come nuova residenza un comune con meno di 3.000 abitanti, situato in aree interne, periferiche o ultraperiferiche (SNAI). L’agevolazione consiste in un’aliquota IRPEF sostitutiva e forfettaria del 4% su tutti i redditi, inclusa la pensione italiana per la parte non ancora tassata.
Questa misura ha una durata di 15 anni ed è pensata per chi percepisce una pensione da enti previdenziali italiani, colmando un vuoto normativo rispetto ad altri regimi già esistenti (come quello per le pensioni estere). L’obiettivo principale è contrastare lo spopolamento dei borghi più piccoli, favorendo il ritorno di risorse economiche senza gravare sulle finanze pubbliche, ma anzi garantendo nuove entrate per l’Erario.
Il ddl specifica inoltre che l’opzione è revocabile, ma decade in caso di omesso pagamento o perdita dei requisiti, fatta eccezione per l’eventuale crescita della popolazione oltre la soglia dei 3.000 abitanti. L’Agenzia delle Entrate gestirà le modalità attuative e comunicherà i trasferimenti alle autorità estere competenti.
