Cultura

Chiharu Shiota:The soul trembles. La prima grande mostra italiana dedicata all’artista giapponese


di Beatrice Laurenzi

Fino al 28 giugno il Museo d’Arte Orientale (MAO) di Torino ospita Chiharu Shiota: The Soul Trembles.

La grande mostra monografica dedicata all’artista giapponese arriva al MAO in anteprima nazionale – e per la prima volta in assoluto in un museo di arte asiatica – dopo essere stata ospitata in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum. Si tratta di un progetto ampio e articolato, di grande potenza espressiva, che ripercorre l’intera produzione di Shiota attraverso disegni, fotografie, sculture, e alcune delle sue più celebri installazioni ambientali e monumentali. 

Chiharu Shiota è nata a Osaka nel 1972 e risiede da molti anni a Berlino. La sua carriera internazionale è costellata di importanti riconoscimenti e partecipazioni a rassegne d’arte di primo piano. Nel 2008 ha ricevuto il premio Art Encouragement Prize for New Artists dal Ministero giapponese dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia. Nel 2015, è stata selezionata per rappresentare il Giappone alla 56ª Biennale di Venezia. Spesso ispirate da esperienze personali, le opere di Shiota esplorano l’intangibile - ricordi, emozioni, immagini e visioni oniriche-, offrendo spazi di silenzio e contemplazione, e pongono interrogativi su concetti universali ed esistenziali quali l’identità, la relazione con l’altro, la vita e la morte. Valicando i confini temporali e spaziali, i suoi lavori coinvolgono la parte più intima e vulnerabile dell’essere umano. Le sue installazioni più celebri, composte da fili rossi o neri intrecciati a creare strutture imponenti, avvolgono gli spazi in cui sono collocate, trasformandone i volumi e guidando lo spettatore in un’esperienza immersiva in cui la fascinazione si alterna all’inquietudine, il movimento alla stasi.

Il progetto espositivo del MAO è concepito come un’unica grande installazione che si espande negli spazi del museo, dall’area delle mostre temporanee fino alle gallerie delle collezioni permanenti, ponendosi in un dialogo diretto con le altre opere. Oltre a una serie di disegni, sculture, fotografie e installazioni, l’esposizione prevede interventi site-specific e nuove opere realizzate appositamente dall’artista per l’occasione. Tra queste spicca Uncertain Journey (2016), costituita da scheletri di imbarcazioni disposti in uno spazio avvolto da fili rosso vivo, a suggerire il cammino incerto dell’esistenza e l’imprevedibilità degli incontri che segnano il viaggio.

Come sempre accade nei progetti del MAO, anche questa mostra è concepita come un organismo vivo e, per tutta la sua durata, presenta al pubblico un ricco programma musicale e performativo, che include anche proiezioni, incontri e conferenze.

Per info: maotorino

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