
Dal 2 febbraio 2026, la gestione di uno dei monumenti più iconici del mondo cambia volto: l’accesso al catino di Fontana di Trevi diventerà a pagamento. Il Campidoglio ha ufficializzato l’introduzione di un biglietto da due euro per turisti e non residenti, con l’obiettivo di contingentare i flussi in un sito che registra punte di 70.000 ingressi giornalieri. Il sistema sarà attivo dalle 11:30 alle 22:00 nei giorni feriali e dalle 9:00 nei weekend, restando invece gratuito per chiunque dopo le ore 22:00.
L’accesso rimarrà libero per i residenti di Roma e provincia, i disabili, le guide turistiche e i bambini sotto i sei anni. Per disciplinare le entrate, sono già in corso lavori per l’installazione di una recinzione reversibile tra la piazza e via della Stamperia. Questa misura fa parte di una più ampia riforma tariffaria che, dal 3 febbraio, introdurrà un ticket di cinque euro anche per cinque musei finora gratuiti, tra cui Villa di Massenzio e il Museo Napoleonico.
Non mancano però le polemiche: esponenti politici e associazioni di categoria come Assoturismo criticano la scelta, definendola una “mercificazione” del patrimonio in controtendenza rispetto alle altre capitali europee. Il Comune difende il provvedimento come una necessità di tutela monumentale e decoro urbano dopo un anno di sperimentazione che ha contato oltre 10 milioni di visitatori. Solo il tempo dirà se questa barriera economica riuscirà a migliorare la vivibilità della piazza o se penalizzerà l’immagine internazionale della Capitale.
