
Artico
Autori vari (Rana Foroohar, Ilona Wiśniewska, Joshua Yaffa, Elin Abba Labba, Morten A. Strøksnes, Frank Westerman, Marzio G. Mian, Veronica Skotnes, Bathsheba Demuth, Leonardo Parigi)
Fotografie (ben abbinate) di nove differenti fotografi o fotografe (talora gli stessi autori dei testi)
Illustrazioni di Edoardo Massa
Geopolitica e attualità
Iperborea Milano
2026 (tutti testi 2025 e 2026, tre versioni aggiornate di testi 2022 e 2024)
Pag. 192, euro 22
Artico contemporaneo. L’emisfero settentrionale più al nord della “sferica” Terra. Assumiamo il Circolo polare artico come confine al cui interno troviamo circa 4 milioni di umani e 21 milioni di km², metà terra e metà acqua (solo il 25% del fondale marino mappato), tra le quaranta e le novanta lingue o dialetti parlati, 6 dei 16 punti critici climatici identificati dagli studi scientifici più recenti (tipping points); 9 milioni gli abitanti se si considerano per intero le regioni coinvolte degli otto paesi membri del Consiglio artico (in ordine alfabetico: Canada, Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Russia, Stati Uniti, Svezia); 71 mila i chilometri da coprire per le sterne ogni annuale migrazione; 54 i conflitti ambientali contro cui le popolazioni indigene hanno protestato, al 2022. Si tratta di un territorio di gran moda da qualche decennio e di stretta attualità geopolitica negli ultimi mesi (come drammaticamente noto), che si scalda molto più rapidamente del resto del pianeta, mentre gli estesi ghiacci millenari (ciclici) e il permafrost (sotto le tundre russa e canadese) si sciolgono, sia offrendo probabilmente nuove opportunità minerarie e rotte commerciali militari politiche turistiche, sia rilasciando quantità di metano e anidride carbonica oltre a nuove acque e correnti, in un “circolo” vizioso che sta diventando “catastrofico”. L’Artico non è vergine né tantomeno vuoto: le specie umane si sono adattata a viverci e a riprodursi là (soprattutto nel freddo) per decine di migliaia di anni (forse più); alcuni di (noi) sapiens l’hanno scelto da tempo immemore come residenza e la loro identità va rispettata da tutti; gli scenari appaiono non tutti prevedibili.
Ecco ancora un bel volume della collana The Passenger (per esploratori del mondo) che parte da temi d’attualità per farci meglio capire luoghi umani del pianeta (paesi, ecosistemi e città), attraverso inchieste, reportage, percorsi, brevi saggi. La prima raccolta del 2026 è dedicata all’Artico (in copertina un conducente di slitta col suo husky), come al solito ricchissima di foto (belle e d’autore), frequenti precisi significativi dati, grafici (per esempio sulla mappa delle risorse), schede, approfondimenti (per esempio l’atlante minimo delle principali popolazioni: Komi, Inuit, Sami, Nenci, Aleuti; o le città più grandi: Murmansk, Nuuk, Tromsø, Rovaniemi) e illustrazioni infografiche (originali e ben leggibili). Dopo il risvolto di copertina, con le informazioni di base, la presentazione, il sommario e due altre paginette di numeri, nel primo servizio la giornalista statunitense Rana Foroohar (esperta di economia e finanza) racconta umori e opinioni a bordo della rompighiaccio Mustang della Guardia costiera USA, ben accompagnate dalle immagini del fotoreporter francese Laurent Weyl. Seguono fra gli altri: la scrittrice polacca Ilona Wiśniewska con un testo e le relative foto sulle notti polari (la luna unica fonte di luce naturale) a Siorapaluk, cittadina della Groenlandia, tra gli insediamenti abitati più a nord del mondo; il giornalista statunitense Joshua Yaffa sul gelato permafrost russo che (per poco) ancora “contiene” microbi, mammut e il doppio del carbonio presente nell’atmosfera; la scrittrice svedese di origine sami sulla città di Kiruna ove la compagnia mineraria statale continua a scavare, demolendo o allontanando tutto il resto. Altrettanti sono i pezzi su ulteriori luoghi e aspetti specifici, dai territori norvegesi delle isole Faroe, delle isole Svalbard e della costa del Finmark all’area del fiume Yukon tra Canada e Alaska, sempre con foto scelte appositamente; poi il giornalista italiano Leonardo Parigi (autore anche di interessanti schede all’interno) segnala che potrebbe essere tutto un’allucinazione e un “grande bluff” il futuro artico mitizzato come un’oasi dorata; solita breve opportuna bibliografia finale.
