
Mentre i coriandoli e le maschere si preparano all’ultimo atto di questo martedì grasso (17 febbraio), il bilancio per il turismo nazionale si rivela decisamente festoso, confermando la penisola come meta d’elezione a livello internazionale. Secondo i dati elaborati dal Ministero del Turismo, la settimana di Carnevale ha registrato un tasso di saturazione delle strutture ricettive vicino al 41%, segnando una crescita del 2% rispetto all’anno precedente e superando le performance di storici competitor europei come Francia, Spagna e Grecia.
La ministra Daniela Santanchè ha evidenziato come questo successo non sia limitato alle mete iconiche, ma rappresenti un quadro di domanda diffusa capace di valorizzare l’intero territorio da Nord a Sud. Il giro d’affari complessivo stimato per il 2026 supera la soglia di 1,5 miliardi di euro, con Venezia che si conferma regina indiscussa del periodo generando un indotto superiore ai 200 milioni di euro, seguita dai carri di Viareggio che si attestano intorno agli 80 milioni.
Oltre ai grandi poli, l’efficacia del sistema turistico italiano emerge dalla forza delle tradizioni locali che fungono da leva strategica per la destagionalizzazione dei flussi. Manifestazioni come la storica Battaglia delle Arance di Ivrea, capace di attirare oltre 120 mila presenze, o i successi di pubblico registrati a Putignano e Acireale, dimostrano come il Carnevale sia diventato un motore economico fondamentale per le economie regionali, consolidando l’attrattività dell’Italia ben oltre i confini stagionali ordinari.
