
Le belve
Clara Usón
Traduzione di Silvia Sichel
Noir storico.
Sellerio Palermo
2026 (orig. Las fieras 2024, Premio Hammett 2025 della Semana Negra di Gijón).
Pag. 313 euro 17
Spagna. Settembre 1985. Con la pistola sparano sulla porta di casa a un uomo e colpiscono pure il figlio di dieci anni, abitano in una città della Biscaglia, il ragazzo muore dopo due giorni. La moglie era al supermercato, la figlia all’estero. L’Eta aveva ucciso 37 persone quell’anno, ferendone altre; non rivendicò mai l’attentato, né furono identificati gli esecutori. Forse erano stati José Ángel Aguirre Aguirre con la fidanzata di allora, Idoia López Riaño, nota come Tigresa, bellissima ventenne figlia di immigrati, che avevano aderito al nazionalismo basco e facevano parte del commando “legale” Oker, non schedato dalla polizia e poi smembrato a ottobre. La grande scrittrice Clara Usón (Barcellona, 1961) in “Le belve” racconta l’intima lotta feroce del e nel terrorismo (anche dei Gal), attraverso “testimonianze” in prima o in terza su di lei e la voce (in corsivo) in prima della stessa “vera” protagonista, intrecciando personaggi e fatti reali con personaggi e vicende fittizie.
