In breve

Recensione E non è subito sera

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E non è subito sera
Jenny Erpenbeck
Traduzione e cura di Ada Vigliani
Sellerio Palermo
2026 (orig. 2012)
Pag. 363 euro 16

Inizio Novecento. In una piccola città della Galizia asburgica, a 50.08333 gradi di latitudine nord e 25.15000 di longitudine est, una neonata di otto mesi muore all’improvviso. La madre è una ragazza ebrea sposata a un non un ebreo, il marito l’abbandona. Con la bambina muore anche la fanciulla che sarebbe diventata, l’adolescente, la giovane, la donna matura e infine la vecchia. Tante possibilità irrealizzate, che aleggiano da qualche parte, proprio come futuri alternativi alla drammatica sepoltura. Nel commovente “E non è subito sera” la grande premiata Jenny Erpenbeck (Berlino Est, 1967) riesce a raccontarceli attraverso cinque scanditi capitoli (separati da intermezzi) esplorando la Vienna socialdemocratica del primo dopoguerra (la protagonista emigrata), il Reich nazista (perseguitata), l’Unione Sovietica delle purghe staliniane (vittima), Berlino sia orientale divisa (scrittrice) che riunificata nel post-comunismo (anziana), incontro incandescenti tra la vita e la storia. 

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