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Recensione Falso contatto

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Falso contatto 
Wolf Haas
Noir
Traduzione di Isabella Amico di Meane e Marina Pugliano
Einaudi Torino (orig. Wackelkontakt 2025)
2026 
Pag. 203 euro 19

Austria e Svizzera, fra Italia e Germania. 2024. Il flemmatico solitario oratore funebre viennese Franz Escher, riccioli indomabili e zigomi sporgenti, occupa l’ampio flessibile tempo libero componendo puzzle. Ne ha tantissimi. Quando era all’università aveva invitato un po’ di gente a casa per il compimento dei diciannove anni; Martine con la e finale (madre francese) gliene aveva regalato uno di mille pezzi del famoso artista suo omonimo, maestro dell’illusione ottica, nel quale una mano disegna l’altra generando un’incredibile spirale. Ora sta attendendo l’elettricista a casa, ha appena completato La grande onda di Kanagawa (solo cinquecento pezzi) e decide di prendere uno dei libri di cui è dipendente, quelli che trattano di mafia (‘ndrangheta, Cosa nostra, camorra). La sera prima aveva iniziato la storia di un giovane criminale in erba dell’Aspromonte, che s’era convertito in supertestimone, Elio Russo, nato il 2 maggio 1981; con le proprie deposizioni aveva spedito in galera ventisette membri di spicco della ‘ndrangheta, condanne che andavano da pochi anni a decenni; l’unica cosa che aveva fatto finta di non sapere era dove fosse nascosto Gino, il boss dei boss; comunque, in cambio, lo Stato gli aveva promesso protezione e nuova identità; anche se si trovava nella cella più sicura della prigione più sicura d’Italia, era fermamente convinto che all’ultimo minuto lo avrebbero fatto fuori, leggeva un libro su Escher; attraverso concitazioni varie era partito, con abbastanza denaro e i documenti di un tedesco un anno e mezzo più giovane, Marko Steiner; a Lugano un chirurgo gli aveva cambiato faccia, poteva ormai vivere in Germania. Arriva l’elettricista da Franz; per un falso contatto che ha provocato involontariamente, però, quello prende la scossa e muore. L’omicida colposo scopre che ci sono una vedova e una figlia 13enne, cerca di aiutarle ma la vicenda inizia a intrecciarsi con quella dei libri in lettura, con un pluriomicidio del 2007, con i pezzi mancanti dei suoi puzzle.

Lo scrittore austriaco Wolf Haas (Maria Alm am Steinernen Meer, Salisburgo, 1960), oltre alla nota serie di successo (i “gialli” con il detective Simon Brenner, una decina dal 1996 al 2022), ha pubblicato altri vari romanzi e saggi (rarissimamente tradotti in italiano) e, con quest’ultimo, ha vinto vari premi nel 2025. Si tratta appunto di un puzzle letterario a incastro, atmosfera artistica noir. La narrazione è in terza al passato, suddivisa in due grandi parti (la prima “Off”, la seconda “On”), senza capitoli o paragrafi o altre soluzioni di continuità, solo il meditato fluire dalla storia di Franz Escher alla storia di Elio Russo, il quale a sua volta ha iniziato a leggere in cella il libro in tedesco (regalatogli dal magistrato per imparare la lingua) con protagonista tal Escher, anche lui omonimo evidentemente. Oppure? I due “lettori” si appassionano alle vite dei protagonisti, ma devono interrompersi di continuo essendo pure impegnati nella complicata sopravvivenza quotidiana e nell’incontro con altri umani, più o meno affettuoso. L’esistenza è un congegno non facilmente controllabile, per quanto ci si isoli; a intromettersi fra le tessere può essere un falso contatto (da cui il titolo). I maschi, poi, incontrano donne; simpatiche e curiose loro qui, con sincerità. Continui i richiami al grande incisore e grafico olandese Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972). Nonostante raffinati colpi di scena e giocosi scambi di persona, fanciullesco ingegno e godibile intrattenimento, inevitabilmente non tutto risulta entusiasmante. Birra e Traminer.

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