
L’olio extravergine si afferma come pilastro del patrimonio nazionale, con il 70% degli italiani che lo considera un simbolo culturale inscindibile dal paesaggio.
Tra il 2021 e il 2024, l’oleoturismo ha registrato una crescita record del 37,1%, trainato da Toscana, Puglia e Sicilia. E’ quanto emerge dal secondo rapporto sul turismo dell’olio promosso dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Coldiretti e Unaprol e curato da Roberta Garibaldi.
Il settore vanta una biodiversità unica con oltre 500 varietà e 619.000 imprese, evolvendo verso esperienze immersive come cene tra gli ulivi e percorsi storici.
Nonostante l’interesse per gli aspetti salutistici e l’alta propensione alla spesa dei turisti stranieri (specialmente statunitensi), persiste un gap informativo: meno della metà degli italiani conosce le varietà locali o ha visitato un frantoio. Il futuro del comparto risiede dunque nel trasformare questa eccellenza in un’esperienza formativa diffusa su tutto il territorio.
