
Persa e mai ritrovata
Simon Mason
Traduzione di Luisa Nera
Noir
Sellerio Palermo
2026 (orig. 2024)
Pag. 398 euro 17
Oxford. Febbraio 2022. A un autolavaggio abusivo sulla strada in uscita verso sud arriva un enorme Rolls-Royce Phantom, color blu Salamanca metallizzato; la conducente è un’ammaliante donna sicura di sé: lineamenti delicati, capelli biondi scomposti ad arte, occhi azzurri distanti, piccolo mento appuntito. Quella stessa sera alla cena di gala della Thames Valley Police partecipano pure gli ispettori Wilkins (nessuna parentela) con le rispettive compagne: Raymond Ray con Diane, da sei mesi sono nati i loro due gemelli Felix e Oliver, lui è un 31enne bello alto nero impeccabile, padre originario della Nigeria, laureato a Balliol College, campione universitario di boxe; Ryan Earl con Carol, lei 37enne proprietaria di quattro negozi di fiori, lui 28enne bianco e smilzo, sciatto rabbioso irriverente, nato e cresciuto in una roulotte di periferia, ha un figlio piccolo di tre anni e mezzo (la mamma è morta di overdose) che “gestisce” tramite la sorella Jade. La famosa temuta Vicecapo di incarnato molto scuro Chester Lynch premia il primo, il secondo applaude e si ferma a dormire dalla compagna, ha con sé solo lo smoking a noleggio. In piena notte viene svegliato, hanno chiamato il numero d’emergenza con poche parole (“Sono Zara Fanshawe… Sempre persa e mai ritrovata”) prima di una brusca interruzione. Era lei a guidare la Rolls, poi aveva centrato la guardiola di un parcheggio e sembra scomparsa. Scatta una frenesia mediatica: Zara è la 42enne figlia minore dell’undicesimo visconte della casata, cavallerizza campionessa, innamorati celebri, spiritosa e fotogenica, appena uscita da un programma di disintossicazione. Poco tempo dopo, scoprono che aveva contattato qualcuno fra i senzatetto e provato a rendersi irreperibile nascondendosi in un edificio abbandonato; trovano il cadavere, è stata uccisa. Inoltre, anche Carol e Chester nascondono qualcosa sul passato.
L’esperto scrittore Simon Mason (Sheffield, 1962), dopo molti romanzi (anche per ragazzi) e autorevoli direzioni editoriali, ha recentemente avviato un’ottima intensa serie noir (crime, gialla), di notevole efficacia e successo; a inizio 2026 siamo già arrivati alla quinta avventura dei due Wilkins; questa è la terza, uscita nel 2024 (la prima nel 2022, pubblicata anche in Italia a fine 2024). Qui il contesto è invernale, la narrazione è in terza varia al passato, soprattutto sui due omonimi; volutamente ritmo ed esperienze risultano non lineari, in qualcuno dei trentaquattro capitoli conversano e talora appaiono brevemente personaggi non subito identificabili. Perlopiù seguiamo i due protagonisti, con interesse e divertimento, hanno ricevuto lo stesso incarico (pur se questa volta è Ryan il “capo”) ma sono opposti e hanno contesti affettivi molto diversi: due personalità maschili spiccate e stimolanti, maturate con un notevole divario sociale, costrette a collaborare e condividere gioie o dolori. Lentamente scoprono che vi è talvolta una qualche contiguità fra vivere nella bambagia e vivere di stenti; talora lo stesso individuo ha, subisce o sceglie, fasi diverse nella propria stessa esistenza; il perdersi e il (non) ritrovarsi del titolo; sarà doloroso e pericoloso venirne a capo. Oxford è un personaggio cruciale, piccolo e stratificato: con il ricco spacciatore si trovano al Grand Café sulla High Street, il più antico caffè d’Inghilterra, un locale dai soffitti dorati, pieno di marmi lustri e specchi, di sedie eleganti e scomode. Svariati i riferimenti ad abitudini e luoghi italiani. Con pasta e fagioli bianchi toscani va un bicchiere di Dolcetto. Altro vino e sidro per i senzatetto (un variegato sensibile universo umano continuamente presente nel romanzo). Nella bella auto Ray accende Bach, soprattutto se non vuole parlare con Ryan (che ne ha una sempre rotta).
