In breve

Recensione Il tailleur grigio

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Il tailleur grigio 
Andrea Camilleri
Introduzione di Antonio D’Orrico
Sellerio Palermo
2026 (orig. Mondadori 2008)
Pag. 203 euro 14

Sicilia, tra Montelusa e Palermo. Circa un ventennio fa. Un funzionario di banca 55enne è appena andato in pensione. Si sveglia il giorno dopo, beve il caffè preparatogli dal cameriere Giovanni e apre la borsa che s’era portato dall’ufficio, che contiene tre lettere anonime che conosce a memoria, la prima risaliva a quasi trent’anni prima. Qualcuno lo minacciava, forse ricattava, nella terza lo avvisava di essere cornuto. A quel tempo si era risposato vedovo con una vedova di venticinque anni più giovane, la meravigliosa sensuale Adele Picco (primo marito impiegato nello stesso istituto, morto in un incidente stradale), dark lady elegante (da cui il titolo), fantasista a letto, mantide religiosa, amante della vita mondana, certo infedele e capace comunque di assisterlo in tutti quegli anni. Nel 2008 l’immenso Andrea Camilleri (1925 – 2019) aveva 83 anni ed era già celebre. Iniziò una serie di “romanzi italiani”, niente dialetto, stile lindo e algido: “Il tailleur grigio” è il primo.

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