
Tra il 2015 e il 2025 il mercato globale del lusso è cresciuto del 40-45%, ma
oggi affronta una “policrisi” dovuta a tensioni geopolitiche, volatilità economica
e nuove aspettative dei consumatori.
Secondo un’analisi di Bain & Company, il desiderio di lusso resta forte e oltre il 70% di chi si è allontanato vuole tornare ad acquistare, purché i brand offrano creatività, qualità e prezzi percepiti come etici. Il settore deve quindi passare dall’esclusività all’accoglienza, puntando su relazioni durature e ascolto del cliente. Geograficamente, le Americhe sono l’area più dinamica, seguite dall’Asia, mentre l’area EMEA risente delle tensioni in Medio Oriente.
Il concetto di valore si sta spostando dal possesso materiale al vissuto: crescono del 20% i viaggi verso mete non convenzionali e del 30% le esperienze immersive nel benessere, nella ristorazione e nella cultura. Anche la tecnologia gioca un ruolo chiave, poiché il 50% dei consumatori utilizza l’intelligenza artificiale nel percorso d’acquisto per scoprire o confrontare i marchi. In questo scenario mediato dal digitale, la memorabilità e il legame emotivo con i brand diventano determinanti.
Il lusso non definisce più solo ciò che si possiede, ma come si vive, costringendo le aziende a reinventare costantemente la propria rilevanza culturale.
