
Lià
Massimo Cassani
Romanzo
Laurana Milano
Pag. 163 euro 18
2026
Milano. Ultimi tre decenni. Conosce Lià all’ultimo anno di scienze politiche, lei con la coda di cavallo scura al secondo, lui con folti capelli e una barba rossa, taciturno e in un angolo. Lià frequenta il corso di Storia dei partiti e dei movimenti politici insieme a un elegante disinvolto belloccio più grande, ai primi banchi, dopo un po’ si avvicina loro anche la slanciata armonica Sonia. La rivede all’esame: attrazione, sesso quella stessa notte, amore. Non tutto va bene negli anni successivi, percorsi separati complicati burrascosi, a un certo punto si ritrovano e si sposano, lui si definirebbe “un uomo felice”: s’alza pieno di energia, ama il lavoro (in un’agenzia immobiliare), adora la moglie, ha amici impagabili. Finché una piovosa sera torna a casa in anticipo (dovevano andare a cena dal più anziano socio Bruno e dalla giovane moglie San, con la quale avevano in passato condiviso momenti bui), l’acqua della doccia è aperta e l’appartamento risulta deserto, non la trova più e gli arriva un messaggio: “non cercarmi”. È irreperibile, senza preavvisi o spiegazioni, sembra una scomparsa volontaria, sconvolgente! È accaduto qualcosa di brutto? Era una felicità incompetente? Esistono segreti profondi da indagare? Contatta amici e conoscenti; cerca Sonia, che è ora una ricca imprenditrice, viaggia molto, frequenta donne e uomini, lo ha sempre trovato molto attraente, scopano e, salutandolo, canticchia la canzone Cherchez le garçon, trovez son nom, poi gli invia nome e numero dello psichiatra di Lià. La cerca ancora, più tardi riceve lo stesso messaggio. Ciò gli comporta una vitaccia per mesi, la dolorosa ricostruzione di quando prima da solo era caduto in basso, di quanto aveva fatto per uscirne con le proprie forze, della ripresa di un rapporto soddisfacente con Lià, del lavoro ben retribuito e appagante. A fatica e dolore dedurrà e scoprirà qualcosa intorno al mistero. Lo ritroveremo quindici anni dopo.
Il bravo giornalista e ottimo scrittore Massimo Cassani (Cittiglio, Varese, 1966) è da sempre “trapiantato” a Milano e da quasi vent’anni alterna frequenti bei gialli, efficacemente seriali, a interessanti romanzi non di genere, come quest’ultimo. Il protagonista è senza nome. La narrazione è la sua, “psicologica” in prima, soprattutto al passato, e affronta due diversi inaspettati momenti di svolta e transizione nella turbolenta vita (con i relativi lunghi intervalli di tempo): quando conosce Lià (da cui il titolo), quando lei improvvisamente scompare e deve trovare il modo per rivederla e capire, accennando infine ormai ora al presente, quindici anni dopo, ai ripensamenti sulla loro storia. Le vicende precedenti e successive alla scomparsa corrono parallele; esperienze e conoscenze, talora con eventi evocati e non detti; spesso brevissimi flash di messaggi o dialoghi secchi fra due interlocutori, meno o più lunghi, come con il prete nella comunità di recupero. Vi sono molti colpi di scena, prima nel percorso esistenziale concluso con il matrimonio, poi nella ricerca “investigativa” sulla relazione finita, dove emergono spesso prepotentemente gli altri rilevanti personaggi “amici” (Sonia, Bruno, San), gli specifici affetti genitoriali, le significative conoscenze accidentali (come la tassista di Parigi 80). Al ristorante sul mare Sonia intima al sommelier di tenersi i suggerimenti per chi non sa scegliere, di seguito ordina un elegante bianco di Borgogna, il Meursault Premier Cru Genevrières-Domaine Coche-Dury, alla temperatura giusta.
