
di Laura Scifo
Con il benvenuto al 2024 diamo anche ufficialmente il benvenuto ad un nuovo anno Olimpico, precisamente il trentatreesimo dell’era moderna. Va da sé, dunque, che quella corrente sarà una stagione ricca di sport che avrà ovviamente il suo culmine nei Giochi di Parigi, ma saprà intrattenere anche durante gli altri mesi con le competizioni internazionali previste.
Gli occhi del mondo saranno quindi catalizzati ancora una volta sulle più disparate discipline ed è forse per questo motivo che uno sguardo curioso potrebbe chiedersi che cosa abbia lo sport di tanto speciale da attirare l’attenzione in questo modo.
Una domanda la cui risposta sarebbe fortemente influenzata dall’epoca in cui si vive. Oggi si replicherebbe facendo riferimento soprattutto al vil denaro che gira attorno, fornito da sponsor pubblici o finanziatori privati. In realtà però tale risposta sarebbe puramente riduttiva, perché se è vero che ormai gare e campionati si muovono solo a seguito dei ricavi che possono ottenere, è anche vero che lo sport, inteso anche banalmente come attività fisica, ha in qualche modo sempre fatto parte dell’uomo, anzi ha persino contribuito all’educazione e alla costruzione dell’uomo stesso.
Se torniamo indietro alle origini dello sport moderno, non si può che fare un salto al 1800 con la Gran Bretagna che si fece promotrice delle discipline che attualmente sono più diffuse. Tra queste vi erano non solo il calcio e il tennis, ma anche il rugby e il cricket. Proprio queste ultime due erano inserite a pieno nel sistema educativo dell’epoca vittoriana perché erano ritenuti fondamentali nell’educazione etica delle persone. Del ruolo dello sport in tale processo se ne parlava diffusamente e ne è un esempio questo estratto da un articolo del The Times del 1902:
“Il cricket, il calcio, il canottaggio, la caccia, ecc. hanno educato la gente di questo paese, dall’infanzia in su, dal semplice cittadino al più grande del paese, alle leggi e allo spirito di correttezza e sono state interiorizzate da tutto il popolo ed è divenuta una generale caratteristica nazionale”.
E di fatto questi valori sono stati poi esportati anche tramite l’imperialismo. Se tra gli sport citati il calcio ha avuto vita propria della diffusione globale, non è un caso che il cricket o il rugby si siano diffusi enormemente nelle ex colonie britanniche. A suo modo, lo sport è stato un particolare strumento dell’imperialismo, poiché volto a far accettare inconsciamente il dominio britannico. In realtà però. si è trattato al contempo di un fenomeno che poi tutti i paesi hanno acquisito e reso proprio. Anzi, sono stati anche in grado di tramutarlo in un veicolo per l’ottenimento dell’indipendenza o la nascita di movimenti politici che sono in seguito saliti al potere.
È innegabile poi che alla diffusione dei valori positivi dello sport abbiano contribuito anche i Giochi Olimpici. Rinati verso la fine del 1800, per opera dell’incessante attività di Pierre De Coubertin, si sono resi protagonisti della diffusione di un’etica positiva. A fondamento dei Giochi vi è un giuramento per gli atleti, recitato per la prima volta alle Olimpiadi di Anversa del 1920, che poi venne esteso anche a giudici di gara, tecnici e membri dell’entourage, in cui si invitano a seguire i principi fondamentali dell’Olimpismo. Valori che comprendono rispetto, fratellanza, lealtà, promozione della pace, comprensione, solidarietà e infine il fair play.
A nome di tutti gli atleti,
A nome di tutti i giudici,
A nome di tutti gli allenatori e gli altri membri dell’entourage degli atleti
Promettiamo di prendere parte a questi Giochi Olimpici rispettando le regole e nello spirito del fair play. Ci impegniamo a praticare lo sport senza doping e imbrogli, per la gloria dello sport, per l’onore delle nostre squadre ed in rispetto dei Principi Fondamentali dell’Olimpismo.
Talvolta tali ragionamenti appaiono ben lontani dalle pratiche illecite di cui si sente spesso parlare, dal doping alla corruzione. Per fortuna, non tutto lo sport ne è stato inficiato e se la sua versione più pura sarà sempre rappresentata dalle piccole realtà, in cui al primo posto c’è la volontà di voler aiutare a crescere i ragazzi e le ragazze che con passione prendono parte ad uno sport, anche ad alti livelli qualche volta arrivano dei bei segnali. Un esempio piuttosto attuale fu l’abbraccio tra l’atleta ucraino Oleksandr Abramenko e il russo Ilia Burov a seguito della gara di Sci Freestyle in cui ottennero rispettivamente un argento ed un bronzo alle Olimpiadi invernali di Pechino 2022. Eventi belli da mostrare e che dimostrano che in fondo, nonostante i tentativi di minare l’integrità dello sport, alla fine la sua essenza del più puro rispetto rimane sempre in vita.
1. The Times, 16 Gennaio 1902
