Giustizia

Abuso di ufficio e traffico d’influenza, roba di questi tempi

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Il Ministro Nordio, fermo l’esordio in materia di rave party, ha preso decisamente una direzione a Nord a Sud del diritto, imprimendo un suo marchio nella amministrazione della Giustizia. Del resto, è il Guardasigilli, il custode del sacro sigillo di Stato da apporre sugli atti normativi della nostra Repubblica.

Non ha tardato a mettere il suo timbro dove è sembrato opportuno e tra poco farà sentire la sua voce anche in materia di intercettazioni che costano al paese oltre 200 milioni l’anno e che pare debbano essere in qualche modo contenute.
Per l’intanto si è dimostrato aduso a saper gestire la materia di competenza ed ha deciso di mettere le mani sul tema dell’abuso di ufficio mettendo fuori uso uno strumento che ha costituito una tagliola permanente sulla testa degli amministratori pubblici locali. Abuso indica un ricorso eccessivo al potere esercitato da un pubblico amministratore e i giudici per reazione sembrano siano stati fino ad oggi troppo spesso con il fischietto in bocca per segnalare un fallo di gioco, lì dove il “var” non trova applicazione per eventuali riletture della contestazione mossa.
Anche i Sindaci di Sinistra hanno espresso il loro plauso e non sono mancate le interviste di quelli che a causa dei giudici hanno patito anni di tormento per poi essere assolti con un nulla di fatto. C’è chi si preoccupa pensando che i magistrati rilanceranno inevitabilmente il controllo sulla buona e sana amministrazione ricorrendo all’istituto della “corruzione”, alzando il tiro del contenzioso. Sulla questione non c’è da ragionare in modo astruso ma con concretezza. Nordio, occorre riconoscerlo, sul tema spinoso non ci ha messo solo la faccia ma anche il muso.

Come non bastasse all’abuso ha deciso di accompagnare un intervento anche sul traffico di influenze, uno di quei reati difficili da dimostrare, sfuggente nella sua messa a fuoco.
Ciò detto, ogni “traffico” per sua costituzione comporta uno spostamento che non permette di centrare con tranquillità un bersaglio perennemente in movimento. Influenza viene dal latino “influere”, uno scorrere dentro che fa ribollire di apprensione in alcuni casi il sangue della legge.

Si legge nel provvedimento che la “Corte di Cassazione riconosce che il contenuto indeterminato della norma comporta il rischio di attrare nella sfera penale, a discapito del principio di legalità, le più svariate forme di relazioni con la pubblica amministrazione, connotate anche solo da opacità o scarsa trasparenza, ovvero quel sottobosco di contatti informali o di aderenze difficilmente catalogabili in termini oggettivi e spesso neppure patologici, quanto all’interesse conseguito”.
La materia richiama quello ogni tanto tirato fuori dai moralisti di maniera sulla tutt’altro che commendevole pratica della “raccomandazione” sulla quale tiri la pietra chi non abbia peccato o che non abbia voluto peccare. Non a caso il genio di Flaiano diceva degli Italiani come un “popolo di santi, di poeti, di navigatori, di nipoti, di cognati”. Dino Verde a sua volta ricordava “il Vangelo secondo i concorsi statali italiani: beati gli ultimi (se raccomandati), perché saranno i primi”. Ogni faccenda impone una contro mossa di fantasia. Così dalle lettere del potente di turno che scriveva a chi di dovere “Ti raccomando l’aspirazione del sig. Mario Rossi” si passò al più contenuto “Ti segnalo l’aspirazione del Sig. Mario Rossi”, dove segnalare rappresentava solo un portare a
conoscenza di un fatto e nulla di più. Quanto al traffico di influenza di questo periodo ne gira una particolarmente rognosa che ha messo a letto oltre un milione di persone. Per molti è valsa la difficoltà di avere la certezza di sapere se affetti da influenza o da Covid, non essendo del tutto garantiti dall’esito di eventuali tamponi utilizzati per l’occasione.

Nordio, in linea con le temperature proprie del periodo corrente, ha compreso che il traffico di influenza è qualcosa che è arduo da dimostrare e ancor più da connotare nelle fattispecie concrete e ne sta riconsiderando la natura, la giustezza e la terapia di contrasto.
C’è sempre chi si opporrà in modo da raccattare i voti dei “duri e puri”, di quelli che amano le scorciatoie, piuttosto che lavorare alla selezione di una classe dirigente di qualità che agisca in piena obbedienza alla legge semplicemente perché così formata nella coscienza. Non esistono leggi perfette. E’ bene fare un peso tra i vantaggi e gli svantaggi di ogni misura. Nordio è uomo capace e di bilance e di giustizia par che se ne intenda.

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