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G20: il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi mette a rischio l’Africa

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L’incontro dei ministri delle finanze del G20 sarà strategico per delineare un’agenda climatica globale per ridurre il grave impatto del ritiro degli Stati Uniti.

Secondo alcuni media locali il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi avrà un impatto grave sull’Africa. Il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per ritirarsi dall’accordo, una decisione che potrebbe durare almeno fino al 2028.

Questa nuova uscita degli Stati Uniti rischia di compromettere seriamente gli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico, con effetti diretti su diversi settori.

Il primo impatto sarà sulla riduzione del finanziamento per i paesi in via di sviluppo, in particolare quelli africani, che dipendono da fondi internazionali per la transizione energetica, come i “Just Energy Transition Partnerships” (JETPs). Inoltre, il ritiro degli Stati Uniti ridurrà la loro influenza nelle istituzioni internazionali, come la Banca Mondiale, che ha intrapreso importanti iniziative climatiche. La rimozione di questi finanziamenti rischia di compromettere i progetti di adattamento climatico in Africa e altrove.

Inoltre, la posizione degli Stati Uniti potrebbe rallentare i negoziati internazionali sui cambiamenti climatici, minando gli sforzi per ottenere impegni più forti sulla riduzione delle emissioni e sul finanziamento delle perdite e danni climatici, con le nazioni più povere, come quelle africane, che ne subiranno le conseguenze maggiori.

Non solo si è registrata l’assenza di numerose delegazioni fra cui quelle di Usa e Cina, ma al termine della riunione i ministri delle finanze al G20 non avrebbero raggiunto l’accordo per la stesura del comunicato finale che normalmente conclude le riunioni. Le deliberazioni che riguarderanno diversi settori e che dureranno un anno, culmineranno nel vertice dei leader del G20 nel novembre 2025.

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