Il doppio gioco della NATO: come la sua politica energetica svela l’ipocrisia climatica occidentale

La strategia geopolitica della NATO si è unita alla coalizione di forze geoeconomiche occidentali che accelerano il riscaldamento planetario, ora guidata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il processo di industrializzazione degli ultimi due secoli ha aumentato notevolmente l’uso di energia, principalmente attraverso la combustione di biomassa e combustibili fossili. Questo ha trasformato la geografia della popolazione, con un insediamento umano più denso nelle zone tropicali, dove il clima e le risorse naturali supportano una maggiore crescita botanica e animale.
Tuttavia, l’industrializzazione è stata disuguale, con il Sud globale criticato per il protezionismo, mentre la post-bellica industrializzazione in Asia è stata vista più positivamente. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) sono stati creati per affrontare queste disuguaglianze, ma i paesi sviluppati non hanno contribuito adeguatamente ai fondi per la compensazione dei danni climatici.
Il riscaldamento planetario ha avuto un impatto maggiore nelle regioni tropicali, dove vivono i più poveri. L’accumulo storico di gas serra ha aggravato il riscaldamento, mentre alcuni benefici derivano dal cambiamento climatico per i paesi del Nord globale.
La NATO, rispondendo alla guerra in Ucraina, ha aumentato i prezzi del petrolio e del gas, rivelando l’ipocrisia climatica europea. Nonostante le promesse di abbandonare il carbone, l’Europa ha ripreso la sua estrazione per contrastare l’accesso alle risorse russe, mettendo in evidenza il conflitto tra interessi geopolitici ed emergenze climatiche.
Testo integrale: Di Jomo Kwame Sundaram – Inter Press Service (IPS)
