Esteri

Massacro settario in Siria contro i civili Alawiti: l’unità è un’illusione

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Il massacro settario di civili alawiti in Siria, avvenuto la scorsa settimana, ha scosso l’opinione pubblica internazionale e messo in luce la brutalità del governo di Ahmad al-Sharaa (Abu Mohammad al-Julani), ex leader di Al-Qaeda, che guida il gruppo Hayat Tahrir al-Sham (HTS). L’operato di questo governo, che si autoproclama inclusivo, ha rivelato l’intento di eliminare la minoranza alawita, con massacri, esecuzioni e torture sistematiche.

Il massacro di almeno 973 civili alawiti il 10 marzo 2025 ha sollevato forti reazioni globali. I militari del governo HTS giustificano le operazioni come necessarie contro i “resti del regime”, ma la violenza si è rapidamente trasformata in attacchi indiscriminati su civili. Le forze di sicurezza siriane hanno anche bombardato indiscriminatamente villaggi alawiti, alimentando proteste in tutta la regione costiera. Alcuni alawiti sono fuggiti, rifugiandosi in Libano o nelle basi russe, ma le vittime che non sono riuscite a scappare sono state massacrate.

Le reazioni internazionali sono state contrastanti. Mentre Arabia Saudita e Turchia hanno sostenuto le azioni del governo di Sharaa, le potenze occidentali, tra cui gli Stati Uniti e la Russia, hanno chiesto un’inchiesta urgente sulle uccisioni di massa.

La posizione congiunta di Washington e Mosca ha sorpreso l’Europa, che sta ora riconsiderando il proprio sostegno al governo di Sharaa. La crescente influenza di combattenti stranieri e il sostegno a gruppi estremisti all’interno del governo siriano rendono difficile l’unità del paese. La violenza settaria ha scatenato una frattura irreparabile, minacciando la stabilità della Siria.

In conclusione, il massacro alawita evidenzia la crescente divisione settaria in Siria, con la comunità internazionale divisa su come affrontare il regime di Sharaa e la sua crescente brutalità. La questione della pace e dell’unità in Siria rimane incerta. (Othernews)

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