
Presentato il rapporto dell’Osservatorio del turismo outdoor 2025, giunto alla sua quinta edizione, a cura di Human Company, punto di riferimento nell’hospitality in Italia e THRENDS, società specializzata in analisi e strategie nel settore tourism & hospitality.
Secondo le stime, nel 2025 si prevede che il turismo outdoor in Italia raggiungerà quasi 68 milioni di presenze, confermando una fase di consolidamento. A trainare la crescita è soprattutto la componente estera, che rappresenterà il 56% del totale, in continuità con il trend positivo già registrato nel 2024. In particolare, le regioni del Nord-Est e Nord-Ovest si distinguono come poli d’attrazione principali, catalizzando quasi il 60% del totale delle presenze, grazie anche alla qualità dell’offerta e alla capacità ricettiva.
Il mercato interno, seppur ancora forte, mostra un leggero calo (-2%) a causa della diminuzione del potere d’acquisto e della crescente attrazione di altre mete mediterranee.
I mesi estivi si confermano centrali con oltre 55 milioni di presenze, ma crescono anche i periodi di spalla come maggio e ottobre, apprezzati per minore affollamento e prezzi più contenuti. La spesa media giornaliera per turista è stimata attorno ai 73 euro, mentre l’impatto economico complessivo del comparto, considerando anche indotto e spese indirette, potrebbe raggiungere 8,85 miliardi di euro.
Nel 2024 le presenze outdoor si sono attestate sui 67,8 milioni, in lieve flessione rispetto al 2023 ma comunque superiori ai livelli pre-pandemia. In forte crescita la componente straniera, che ha toccato quota 37,6 milioni. Veneto, Toscana e Lombardia sono le regioni preferite dagli stranieri, mentre gli italiani prediligono Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna. Il Nord Italia resta il fulcro del turismo open air, con un’alta concentrazione di presenze soprattutto nell’area dell’Alto Adriatico, che da sola rappresenta quasi il 40% del totale nazionale.
A livello europeo, l’Italia si conferma tra i paesi leader del segmento, alle spalle di Francia e Spagna. La Germania guida il flusso di turisti internazionali, seguita da Paesi Bassi, Svizzera e Austria.
Il turismo open air continua a evolversi, con strutture sempre più moderne, servizi paragonabili a quelli alberghieri, e un’offerta orientata al benessere, alla digitalizzazione e alla sostenibilità. In un contesto economico incerto e con dinamiche geopolitiche instabili, gli operatori del settore sono chiamati a innovare l’esperienza e rafforzare la rete tra pubblico e privato per affrontare le sfide future.
