
L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno assieme ad un altro detenuto, Fabio Falbo, entrambi detenuti a Rebibbia, hanno scritto al ministro Nordio per denunciare il grave sovraffollamento nelle carceri italiane. La situazione viene definita “emergenziale”, con strutture al collasso e tassi oltre il 150%. Sono pertanto necessari interventi immediati, oltre la semplice costruzione di nuovi istituti.
Nella lettera, Allemanno sottolinea l’urgenza di ricorrere a misure alternative alla detenzione, come la detenzione domiciliare, soprattutto per over 70. Denunciano il mancato rispetto della sentenza della Corte costituzionale che la prevede.
Viene inoltre criticata l’assistenza sanitaria inadeguata: carenze di personale e diagnosi mediche generiche mettono a rischio la salute dei detenuti.
Viene chiesto il rispetto della normativa sui permessi premio e l’introduzione di nuovi strumenti giuridici che favoriscano il reinserimento e riducano il sovraffollamento.
Alemanno ha poi evidenziato come l’affettività sia negata, richiedendo più colloqui telefonici e spazi appositi nei penitenziari. Altro tema toccato è la carcerazione preventiva, spesso abusata, con costi elevati per lo Stato in termini di risarcimenti.
Viene criticato l’uso limitato della detenzione domiciliare con braccialetto elettronico, strumento costoso e poco sfruttato.
Tra le proposte, è stata sollevata l’idea di uno sconto automatico del 10% della pena nei casi di detenzione disumana, secondo quanto previsto dalla CEDU.
Infine, Alemanno e Falbo auspicano una maggiore coerenza tra la certezza della pena e il principio rieducativo sancito dalla Costituzione.
