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Il nuovo pontificato tra assenze strategiche, segnali di pace e geopolitica

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Oltre 150 delegazioni hanno partecipato alla cerimonia d’inizio pontificato di Papa Leone XIV, avvenuta poco dopo i funerali di Francesco.
Tra i presenti spiccano figure di rilievo, ma anche assenze significative che riflettono tensioni politiche. Gli Stati Uniti erano rappresentati dal vicepresidente J.D. Vance. Presente Volodymyr Zelensky, che ha incontrato Vance prima della cerimonia. Colloqui tra il Vaticano e Washington potrebbero aprire a un possibile ruolo della Santa Sede nei negoziati di pace per l’Ucraina.
La guerra resta centrale e lo stesso Papa Leone ha invocato negoziati “giusti e duraturi” per l’Ucraina e pace anche a Gaza.
La questione israelo-palestinese è entrata nella cerimonia con parole forti contro la fame e la guerra nella Striscia. Presente il presidente israeliano Isaac Herzog che ha parlato di dialogo interreligioso e di amicizia tra le fedi, esprimendo gratitudine per l’appello del Papa alla liberazione degli ostaggi israeliani.
Il pontificato di Leone XIV si apre tra diplomazia, simboli forti e speranze di pace.

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