
A una settimana dalla riunione del Tavolo Tecnico di Coordinamento sul Turismo delle Radici, la Farnesina ha pubblicato un report che riassume i principali risultati e prospettive del progetto.
L’incontro ha confermato l’importanza strategica dell’iniziativa, avviata nel 2018 e oggi divenuta un’eccellenza internazionale, capace di rafforzare il legame tra italiani all’estero e i loro territori d’origine. Il Direttore Generale Luigi Maria Vignali ha sottolineato come il progetto abbia generato nuove professionalità, servizi innovativi e un impatto rilevante su economia, cultura e turismo locale.
Cuore dell’iniziativa è la rete Italea, lanciata nel marzo 2024, che ha già coinvolto oltre 1,5 milioni di visitatori sul proprio portale e più di 12.000 iscritti alla “Italea Card”, uno strumento digitale che garantisce sconti presso oltre 730 partner. A supporto, oltre 800 Comuni italiani hanno organizzato circa 750 eventi con 150.000 partecipanti, dimostrando la portata nazionale del progetto. Le Regioni hanno giocato un ruolo chiave anche all’estero, in 19 eventi volti a promuovere le eccellenze italiane e a rafforzare i legami con le comunità di origine.
Fondamentale è il lavoro congiunto tra istituzioni, Comuni e Ministero degli Esteri, che ha promosso anche la formazione attraverso videoformazioni e micro-corsi per gli enti locali. Centrale è la valorizzazione della memoria storica, anche grazie alla rete dei Musei dell’Emigrazione presenti su Italea.com, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione.
Secondo le prime stime, tra il 2025 e il 2026 si prevedono 5 milioni di presenze in più e una spesa turistica aggiuntiva tra i 5,5 e gli 8 miliardi di euro, con un impatto economico stimato in 1 miliardo e quasi 100.000 nuovi posti di lavoro. Il progetto ha riscosso entusiasmo anche grazie alla proposta di master, corsi per operatori dell’accoglienza e digitalizzazione degli archivi per facilitare le ricerche genealogiche.
Le scuole sono sempre più coinvolte nello studio delle migrazioni e nella valorizzazione dell’identità culturale. Si promuove l’utilizzo di eventi locali, influencer italo-discendenti e strumenti digitali per rafforzare la comunicazione. Tuttavia, non mancano le criticità: problemi di rendicontazione, accesso agli archivi, scarsità di fondi per i gemellaggi e necessità di coordinamento delle iniziative.
Il progetto è visto anche come una risposta concreta allo spopolamento dei piccoli borghi, un mezzo per il rientro degli emigrati e un’opportunità per rinsaldare i rapporti con le comunità italiane nel mondo.
Il Ministero continuerà a sostenere l’iniziativa, anche oltre la scadenza dei fondi PNRR, mantenendo attiva la piattaforma Italea e le reti regionali. In questo quadro, la Borsa Roots-In rappresenta un momento chiave di confronto internazionale, mentre si valuta l’istituzione di un riconoscimento ufficiale per i Comuni più attivi nel progetto.
