Giustizia

Privacy Digitale: Cassazione ribadisce accesso non autorizzato ai messaggi è reato

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La Corte di Cassazione ha ribadito con forza la tutela della riservatezza digitale, definendo reato l’accesso non autorizzato ai messaggi WhatsApp altrui. Una recente sentenza ha confermato la condanna di un uomo che aveva prelevato dati da due cellulari della ex moglie senza il suo consenso, violando così la sua privacy.

I dati, utilizzati a fini giudiziari durante una separazione, non giustificano la violazione della sfera privata. La Cassazione ha chiarito che anche le app di messaggistica sono equiparabili a sistemi informatici tutelati dalla legge. Il consenso all’uso temporaneo del telefono non legittima l’accesso non concordato a contenuti riservati.

L’art. 615-ter del Codice Penale punisce con il carcere chi si introduce abusivamente in sistemi informatici protetti. Il caso, partito da denunce nel 2022 e 2023, sottolinea che motivazioni probatorie non giustificano l’invasione della privacy.

L’intrusione nei dispositivi personali, anche se condivisi in passato, resta punibile. Il reato sussiste indipendentemente dall’intento o dal rapporto tra le parti. La pronuncia fissa un precedente importante sulla protezione della comunicazione digitale.

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