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La Nazionale di Calcio e la scienza di Gauss

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Non c’è due senza tre. La nostra Nazionale di Calcio rischia anche questa volta di restare fuori dai Campionati del Mondo. Per la prossima partita decisiva con la Moldova si dice che si è di fronte ad un bivio e che c’è da riflettere sulla validità di un progetto. Parole importanti che vanno scomodate quando è opportuno. C’è una doppia strada nel futuro della nostra squadra e bisogna saper imbroccare quella giusta. Spalletti non può fare spallucce e Gravina, il Presidente della FIGC, non può che constatare che la situazione è grave.  A proposito di progetto occorre gettare il cuore oltre l’ostacolo nel senso di saper accettare la fine dei sogni azzurri ed essere consapevoli dei nostri limiti, il modesto confine in cui sguazzare invaghiti ancora delle glorie passate.

Dobbiamo rassegnarci al fatto che il nostro prestigio è succube, come tutte le cose, della legge della curva di Gauss. Nella storia si sale e si scende ed è impossibile restare sempre all’apice o sempre in basso anche per chi volesse sempre procedere a scartamento ridotto.

Gauss si applicò anche alla teoria dei “numeri primi” predicendo che il nostro calcio non ne ha più da vantare e si dedicò anche al metodo dei “minimi quadrati” anticipando il campo ristretto in cui saremo probabilmente chiamati a giocare.

Tra poco sapremo se ancora una volta, nel calcio mondiale, ci toccherà fare da raccatta palle e basta. Sollevare qualcosa da terra, oltre il nostro morale, ci aiuterà almeno a prendere confidenza con una nuova realtà.

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