
In un conflitto a fuoco con dei delinquenti, pochi giorni or sono è morto a Francavilla Fontana il brigadiere dei Carabinieri, Carlo Legrottaglie, per i suoi colleghi zio Carlo.
Si è detto che era una splendida persona come anche si commenta per quelli che come lui ogni anno perdono la vita a causa del loro lavoro speso a tutto vantaggio della nostra sicurezza.
Si celebreranno funerali commoventi e si andrà avanti con l’elenco inevitabili di nuovi morti. Quel lavoro ha per matrice il rischio di rimetterci la pelle e c’è poco da fare.
La società civile o, se si preferisse dire, Lo Stato avrebbe in questi casi un dovere di assistenza o risarcitorio che non può essere eluso e che non può essere derubricato in mancia o atto di pietismo.
Si tratta di assicurare alla famiglia della vittima della violenza dei banditi un futuro decente e senza apprensioni. Si potrebbe, ad esempio, garantire ai figli la conclusione del ciclo di studi desiderato, prevedendo poi quote riservate di ingresso, in caso di concorso pubblico, per accesso al lavoro.
Si potrebbe garantire al coniuge un assegno di riversibilità della pensione come se il marito o la moglie avessero maturato per intero il diritto a percepirla.
Si potrebbe pensare ad integrare per la maggior parte una assicurazione sulla vita per ipotesi già stipulata dal rappresentante delle forze dell’ordine.
Si potrebbero immaginare tutele a concreto sostegno di mutui già contratti.
Si potrebbero assicurare forme gratuite di sostegno psicologico per il trauma della morte di un familiare.
Può darsi che in questa direzione qualcosa già si faccia e che si possa ulteriormente incrementare. Se questo è uno Stato, così dovrebbe comportarsi. Le lacrime che verranno non dovrebbero mai cadere nel vuoto.
