
Il libro delle tasche
Gonzalo Maier
Romanzo
Traduzione di Vincenzo Barca
Sellerio Palermo
2025 (orig. 2017)
Pag. 191 euro 14
Cile contemporaneo. Chesterton ipotizzò un libro di poesie che parlava di cosa trovava nelle tasche, “sarebbe stato troppo lungo e i poemi epici sono passati di moda” (in esergo). Il giornalista e docente Gonzalo Maier (Talcahuano, 1981) tenta la godibile fertile strada di racconti brevi, trattatelli quotidiani, narrazioni suggerite dall’inconscio, a partire da oggetti portati in tasca. “Il libro delle tasche” ne raccoglie una quarantina: pettinino (civettuolo), mappa del tesoro, volantino (pubblicitario), appuntamenti del dentista, e via rintracciando, specchietto a due facce, portafoglio e silenzio, fede matrimoniale tolta dal dito, numeretto della fila, lettera d’un addio incompiuto. Incontriamo conoscenti o personaggi, testimoni di singole “cose”, materiali e ideali. E sono anche l’Altro, il Delatore, chi ci contraddice sempre. Una meditazione morale non accigliata, la sociologia del quotidiano, satira. Il protagonista narratore racconta in prima al passato vari propri anni.
