
Il design italiano si conferma leader in Europa per fatturato (€6,3 miliardi, 19,8% del totale) e occupazione (19,8% degli addetti), superando Germania e Francia.
Nonostante questa leadership, la crescita italiana rallenta (+4,6% fatturato, +5,2% occupazione) rispetto ai competitor europei, che mostrano incrementi più dinamici. L’Italia è seconda per numero di imprese, ma registra una contrazione, a differenza di Germania e Francia che crescono.
La produttività media per addetto in Italia è inferiore a quella spagnola e la dimensione media delle imprese italiane è più piccola, evidenziando una frammentazione del tessuto produttivo. Un punto di forza cruciale rimane l’integrazione tra design e Made in Italy, soprattutto nei settori dell’arredo, moda e meccanica, rappresentando un asset distintivo a livello globale.
L’intelligenza artificiale (AI) è ampiamente adottata dall’80% degli operatori italiani per ridurre i tempi di sviluppo e minimizzare gli errori, ma Francia e Germania investono più intensamente. Il settore del design in Italia conta 46.000 operatori, genera 3,2 miliardi di euro di valore aggiunto e impiega oltre 63.000 persone.
La Lombardia è la regione leader, con Milano come capitale indiscussa del design italiano, concentrando un’importante quota del valore aggiunto nazionale. Si registra una crescente applicazione del design nel settore sanitario e farmaceutico, con attenzione all’eco-design. Il packaging vede una forte transizione verso materiali bio-based e l’adozione di tecnologie immersive.
Infine, il sistema formativo italiano si sta evolvendo, con un aumento dei corsi di design e l’emergere di nuove figure professionali orientate all’AI e alla sostenibilità.
