Società

AI ed Energia: l’allarme ONU che invita a trovare soluzioni per un futuro sostenibile

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La domanda di energia legata all’Intelligenza Artificiale sta raddoppiando ogni 100 giorni, un dato allarmante evidenziato da uno studio UNESCO presentato nell’ambito dell’AI Global Summit di Ginevra. Questa crescita esponenziale, dovuta all’integrazione sempre maggiore dell’AI nella vita quotidiana, sta mettendo a dura prova i sistemi energetici globali, le risorse idriche e i minerali critici, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità ambientale.

Per mitigare l’impatto, l’UNESCO propone soluzioni concrete: ridurre la lunghezza delle richieste inviate ai sistemi AI e preferire l’uso di modelli più piccoli e specifici. Questa combinazione potrebbe tagliare il consumo energetico fino al 90% senza compromettere le prestazioni. Attualmente, modelli generici come ChatGPT analizzano enormi volumi di dati, richiedendo un dispendio energetico notevole.

Secondo l’analisi, anche la riduzione dei “suggerimenti” (prompt) ai chatbot da 300 a 150 parole porterebbe benefici. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha rivelato che una singola richiesta a ChatGPT consuma in media 0,34 Wh di elettricità, fino a 70 volte una ricerca Google. Con circa un miliardo di richieste al giorno, si traducono in 310 GWh all’anno, equivalenti al consumo di elettricità di tre milioni di persone in Etiopia.

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