
Venticinque paesi, inclusa l’Italia, hanno sottoscritto un “messaggio urgente” a Israele chiedendo la fine immediata della guerra a Gaza. Il documento, firmato da 17 ministri UE e 8 extra-UE (Stati Uniti e Germania assenti), condanna gli attacchi aerei e terrestri su Deir al-Balah, “zona sicura” dove operano cooperanti italiani.
Viene fortemente denunciata l’accelerazione dell’espansionismo dei coloni in Cisgiordania e la brutale uccisione di civili durante la distribuzione di aiuti umanitari a Gaza, con i soldati israeliani che continuano a sparare sulla folla. I ministri sottolineano che la sofferenza dei civili a Gaza ha raggiunto livelli insostenibili, definendo il modello israeliano di distribuzione degli aiuti “pericoloso” e disumanizzante.
Il messaggio evidenzia l’uccisione di oltre 800 palestinesi che cercavano aiuti e accusa Israele di non adempiere agli obblighi del diritto umanitario internazionale. Viene ribadita la richiesta di rilascio immediato e incondizionato degli ostaggi di Hamas, vedendo nel cessate il fuoco negoziato la migliore speranza per il loro ritorno.
I firmatari chiedono a Israele di revocare le restrizioni sugli aiuti e condannano le proposte di trasferimento forzato della popolazione palestinese, definendole una violazione del diritto internazionale. Infine, viene espressa ferma opposizione a qualsiasi cambiamento territoriale o demografico nei Territori Palestinesi Occupati, incluso il piano di insediamento E1, che minerebbe la soluzione dei due Stati. L’appello si conclude con un’esortazione a un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente.
