Cultura

Caravaggio. In mostra La Conversione di Saulo

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di Beatrice Laurenzi

Sulla scia della mostra Caravaggio 2025, le Gallerie Nazionali di Arte Antica annunciano che la Conversione di Saulo, uno dei vertici della produzione di Caravaggio, nota come Pala Odescalchi, resterà straordinariamente esposta nelle sale di Palazzo Barberini fino all’autunno. 

Dal 24 luglio al 30 settembre 2025 infatti il prezioso olio su tavola di Michelangelo Merisi sarà ospitato nella Sala Paesaggi, al piano nobile del museo, in dialogo con la copia ad altissima definizione della versione della Conversione realizzata per la Cappella Cerasi nella chiesa di Santa Maria del Popolo a Roma. A completamento del dossier espositivo sarà inoltre presentata la riflettografia infrarossa realizzata in occasione del restauro dell’opera nel 2006.

Nel 1600 il banchiere Tiberio Cerasi commissionò a Caravaggio due pale per la sua cappella di famiglia; per ragioni ancora poco chiare le due opere, tra cui la Conversione di Saulo, non furono mai esposte nella cappella e il Merisi ne realizzò due nuove versioni, questa volta su tela, che oggi si possono ancora ammirare in Santa Maria del Popolo a Roma, di proprietà del Fondo Edifici di Culto. La pala originaria invece, dopo vari passaggi di proprietà, è confluita nella collezione di Nicoletta Odescalchi, a cui appartiene tuttora.

Lo straordinario accostamento delle due versioni della Conversione di Saulo consente di approfondire il processo creativo del pittore e le profonde trasformazioni nella sua concezione pittorica. Il focus sulla Pala Odescalchi si conclude con l’esposizione della copia della riflettografia infrarossa del dipinto realizzata in occasione del restauro nel 2006: uno strumento che consente di evidenziare le scelte tecniche e compositive adottate da Caravaggio per quest’opera straordinaria.

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