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Congo: foreste vergini e habitat dei Gorilla minacciati dalle trivellazioni

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La Repubblica Democratica del Congo si prepara a cedere vaste aree di foreste incontaminate e habitat cruciali per i gorilla alle trivellazioni di petrolio e gas. L’obiettivo del governo è ambizioso: permettere lo sfruttamento delle risorse naturali su metà del territorio nazionale.

Sono stati messi all’asta 306 milioni di acri di terra e acque interne, suddivisi in 52 blocchi. Secondo il gruppo di ricerca Earth Insight, ben il 64% di quest’area è costituito da foreste tropicali intatte, considerate un ecosistema fragile e vitale. Gli esperti avvertono che questa mossa è in totale contrasto con gli impegni del Congo per la protezione della biodiversità.

Queste antiche foreste sono la casa di numerose specie in via di estinzione, tra cui gorilla, scimpanzé, bonobo e okapi. Inoltre, le aree interessate ospitano circa 39 milioni di persone, molte delle quali sono popolazioni indigene la cui sopravvivenza dipende direttamente da foreste e fiumi salubri.

Come riporta il Dailymail Pascal Mirindi, coordinatore della campagna “Notre Terre Sans Pétrole”, ha espresso profonda indignazione: “Immaginate: 39 milioni di congolesi e il 64% delle nostre foreste potrebbero essere direttamente colpiti dall’assegnazione di questi blocchi petroliferi. Dov’è la logica? Dov’è la coerenza?” Il ricordo dei falliti tentativi passati di mettere all’asta questi blocchi non sembra aver scoraggiato il governo.

Il professor Simon Lewis dell’University College London ha invece sottolineato che si tratta “del peggior posto al mondo per cercare petrolio”, evidenziando la probabile non-viabilità commerciale e gli altissimi costi finanziari, sociali e ambientali.

Nonostante il Congo abbia annunciato una grande iniziativa di conservazione, il 72% delle aree protette si sovrappone ai blocchi petroliferi proposti.

Earth Insight ha lanciato un appello al governo congolese affinché annulli le attuali aste e investa in energie alternative, evidenziando come lo sviluppo di petrolio e gas in questi ecosistemi fragili avrebbe un impatto devastante sulla biodiversità, sulle comunità locali, sui diritti fondiari e sulla lotta globale contro il cambiamento climatico.

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