
Negli ultimi anni, si è registrato un notevole aumento di pensionati italiani che si trasferiscono all’estero, attratti principalmente da vantaggi fiscali. Dal 2010 il numero di emigrati è triplicato, arrivando a 38.000 trasferimenti. A spostarsi sono soprattutto uomini, con pensioni superiori a 5.000 euro lordi, provenienti dal Nord e dal Lazio.
Mentre in passato il Portogallo era la meta preferita, la riduzione delle sue agevolazioni ha dirottato i flussi verso altre nazioni. La Spagna è diventata la nuova destinazione principale, grazie a un sistema sanitario efficiente, comunità italiane consolidate e un regime fiscale più favorevole.
Tra le nuove tendenze spicca l’Albania, che attrae ex lavoratori del Sud Italia con un regime di tassazione pari a zero e un costo della vita molto basso. La Tunisia, invece, è una scelta strategica per gli over 65 autosufficienti, che possono contare su una tassazione minima (massimo 5%) e un’ottima qualità della vita.
Altri Paesi europei come Svizzera, Germania e Francia rimangono destinazioni popolari, ma più per ragioni familiari che per vantaggi fiscali.
Per beneficiare di questi vantaggi, è necessario rispettare alcuni requisiti, come vivere nel nuovo Paese per almeno 183 giorni all’anno, iscriversi all’AIRE e dimostrare la propria residenza. Chi non rispetta queste condizioni rischia la perdita dei benefici fiscali e controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
