
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta spingendo per l’occupazione totale della Striscia di Gaza, una decisione che ha sollevato forti tensioni con l’esercito israeliano (IDF). Secondo diverse fonti giornalistiche, Netanyahu è propenso a estendere il controllo militare anche sul restante 25% del territorio, attualmente non occupato.
L’IDF e i vertici della difesa si oppongono a questo piano, temendo che un’ulteriore espansione dell’operazione metta a rischio la vita degli ostaggi ancora detenuti a Gaza. Nonostante le resistenze, una fonte dell’ufficio del primo ministro ha dichiarato che l’esercito eseguirà le decisioni che saranno prese dal governo.
La decisione finale è attesa per giovedì, dopo una riunione del gabinetto di sicurezza. L’ONU ha espresso grave preoccupazione, avvertendo che un’occupazione totale avrebbe “conseguenze catastrofiche” per i milioni di palestinesi e metterebbe in ulteriore pericolo gli ostaggi. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito l’invasione di Gaza un “errore grave”.
Nel frattempo, in una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il ministro israeliano Gideon Saar ha accusato alcuni Paesi di aver sabotato un potenziale accordo sugli ostaggi con le loro decisioni di riconoscere lo Stato palestinese. Infine, l’amministrazione Trump avrebbe in programma di assumere un ruolo più diretto nella gestione degli aiuti umanitari a Gaza, ritenendo che Israele non li stia gestendo in modo adeguato.
