
Il Rapporto Montagne Italia 2025 di Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) rivela che negli ultimi anni, oltre 100.000 persone si sono trasferite nei comuni montani, invertendo la tendenza di spopolamento. Questo flusso, composto principalmente da cittadini italiani, ha contribuito a un incremento demografico, specialmente nelle regioni del Centro-Nord.
Il rapporto ha preso in considerazione il periodo 2019-2023, evidenziando un vero e proprio “risveglio della montagna”. Sebbene tra il 2009 e il 2013 il flusso migratorio fosse prevalentemente straniero, nel quinquennio più recente la scelta di vivere in montagna è stata fatta in gran parte dagli italiani.
Le regioni più attrattive sono Emilia-Romagna, Toscana, Liguria e Piemonte, mentre il Sud continua a soffrire di una crisi demografica persistente.
Le motivazioni di questa scelta sono legate a una migliore qualità della vita: aria pulita (67%), contatto con la natura (65%), tranquillità e silenzio (50%), e l’opportunità di stare lontani dalla confusione cittadina (40%).
Il rapporto, frutto di un’ampia analisi socioeconomica, fornisce un quadro completo delle montagne italiane, un territorio che rappresenta il 43,4% dei comuni nazionali e ospita quasi 9 milioni di persone.
Inoltre, il turismo emerge come un pilastro economico fondamentale, contribuendo al 6,7% del PIL delle montagne. Il 90% degli intervistati ritiene le aree montane un’importante attrattiva turistica, mentre il 56% le considera un luogo ideale in cui vivere.
