
A luglio, l’Italia ha registrato il prezzo all’ingrosso dell’elettricità più alto d’Europa, con il Prezzo Unico Nazionale (PUN) che ha raggiunto una media di 113,3 euro per MWh. Questo valore è nettamente superiore alla media europea di 90 euro, superando anche Francia e Spagna.
Le cause di questa situazione sono complesse e in parte strutturali. Quasi la metà dell’elettricità consumata in Italia (45%) è prodotta utilizzando gas naturale importato, una delle materie prime più costose. Questo incide sul meccanismo del “prezzo marginale” che determina il PUN, allineando il prezzo finale a quello dei produttori che usano la fonte più cara.
Inoltre, durante l’estate, la richiesta di energia aumenta a causa dell’uso dei condizionatori, mentre la produzione da fonti rinnovabili come l’idroelettrico e l’eolico tende a diminuire. A questo si aggiungono le recenti indagini dell’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, che ha segnalato possibili manipolazioni dei prezzi da parte di alcuni operatori.
Infine, il passaggio al mercato libero per molti utenti domestici ha comportato prezzi in bolletta notevolmente più alti rispetto al servizio di maggior tutela. Tutto ciò, unito all’elevata tassazione, contribuisce a rendere le bollette italiane le più pesanti d’Europa.
