
Mentre le manifestazioni di supporto alla Flotilla si intensificano nelle università e piazze italiane, Israele ha annunciato la conclusione della “provocazione” in mare. L’esercito israeliano ha confermato che nessuno dei natanti della Global Sumud Flotilla è riuscito ad avvicinarsi alle acque prospicienti la costa di Gaza, poiché sono stati intercettati e bloccati. Malgrado questa dichiarazione di successo israeliana, una nuova spedizione navale si è profilata all’orizzonte. Ben quarantacinque navi civili sono partite dal porto di Arsuz, nella provincia meridionale turca di Hatay.
L’azione, lanciata al grido di “Rotta verso la Palestina libera”, vede i natanti sventolare bandiere turche e palestinesi, con la chiara intenzione di rompere l’embargo imposto sulla Striscia di Gaza. Stando alle fonti, inclusa la conferma sui social della Global Sumud Flotilla, questa partenza è una risposta diretta all’intercettazione del convoglio precedente da parte delle forze israeliane. L’iniziativa è stata organizzata dalla ‘Piattaforma pro Palestina’, e non è stato rilevato alcun coinvolgimento ufficiale del governo di Ankara.
Il portavoce Feridun Ozdemir ha affermato prima della partenza che la missione mira a superare il blocco, definendo Israele “la canaglia del Mediterraneo Orientale” e condannando il silenzio come atto di complicità. Nel frattempo, il Premier Benjamin Netanyahu si è congratulato con la Marina per l’operato, che ha impedito l’ingresso delle navi in zona di conflitto e ha respinto, a suo dire, una “campagna di delegittimazione”.
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