
Perché ero ragazzo
Alaa Faraj
Lettere dal carcere
Postfazione di Alessandra Sciurba
Sellerio Palermo
2025
Pag. 337 euro 17
Palermo, Ucciardone. 9 marzo – 3 dicembre 2024. “Perché ero ragazzo” è la raccolta di 28 lettere, “Io vi ringrazio” ultima, di Alaa Faraj (Bengasi, 1995). Alle spalle una famiglia che lo sostiene, studente di ingegneria e promessa del calcio libico, nemmeno ventenne, partì per inseguire competenze e desideri. Impossibile avere un visto, niente canali ordinari o umanitari, nell’agosto 2015 era salito su un barcone insieme a tre amici, anche loro promettenti calciatori. Durante la traversata morirono quarantanove persone soffocate dentro la stiva, lui fu accusato di essere uno scafista, è restato innocente in carcere per oltre nove anni (fine pena previsto nel 2045). Crede in una futura giustizia e impara l’italiano in cella, scrive le lettere ad Alessandra Sciurba (docente conosciuta da detenuto volitivo) dietro le sbarre (a mano, in stampatello, su fogli rimediati). Ora esce il bellissimo conseguente libro. I veri trafficanti proliferano altrove con complicità varie, inammissibile.
