Cultura

World Press Photo Exibition. La più prestigiosa mostra internazionale di fotogiornalismo torna in Italia

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C’è tempo fino all’8 dicembre per vedere la World Press Photo Exhibition, la più prestigiosa mostra internazionale di fotogiornalismo, ospitata quest’anno presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

di Bea­tri­ce Lau­ren­zi

Nata nel 1955, la Fondazione World Press Photo si distingue per essere una delle maggiori organizzazioni indipendenti e no-profit impegnata nella tutela della libertà di informazione, inchiesta ed espressione, promuovendo in tutto il mondo il fotogiornalismo di qualità. Oltre ad offrire un ampio portfolio di attività comunicative, educative e di ricerca, la World Press Photo Foundation vanta il concorso di fotoreportage più prestigioso al mondo, con la partecipazione annuale di oltre 6.000 fotoreporter, provenienti dalle maggiori testate editoriali mondiali. Il concorso premia i fotografi professionisti di tutto il mondo che nell’anno precedente hanno realizzato i migliori scatti, in grado di fornire uno spaccato autentico, accurato e coinvolgente del nostro tempo. L’edizione 2025 presenta i risultati del 68° concorso annuale e rappresenta un punto d’incontro tra impegno civile, potere visivo e testimonianza storica, portando una selezione delle immagini più emblematiche che hanno raccontato il mondo nel 2024. Saranno esposte 144 immagini scattate da 42 fotografi, selezionate fra le 59.320 fotografie candidate da 3.778 fotografi, originari di 141 nazioni. Gli scatti sono stati inizialmente valutati da giurie regionali, per poi essere sottoposti al giudizio finale di una giuria globale indipendente.

Ogni scatto è una finestra aperta sull’attualità: dall’attentato a Donald Trump alla crisi migratoria lungo il Darién, dalla guerra in Sudan, Ucraina e nella Striscia di Gaza, fino alla violenza delle gang ad Haiti e alle proteste di piazza in Kenya, Georgia e Bangladesh. Accanto agli eventi politici, emergono storie intime, profonde e struggenti come quella di Anhelina, bambina ucraina segnata psicologicamente dalla guerra, o quella di Mahmoud Ajjour, giovane palestinese vittima di un attacco militare. Le montagne del Kurdistan iraniano, le carceri dell’El Salvador e la giungla del Darién diventano sfondi drammatici per racconti di sopravvivenza, dignità e coraggio.

L’esposizione, organizzata da CIME con il patrocinio della Città di Torino, invita a guardare il mondo attraverso l’obiettivo, spingendo lo spettatore a riflettere, partecipare e non dimenticare. Un percorso immersivo che restituisce valore alla verità dell’immagine come strumento di consapevolezza collettiva.

Per info: Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

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