
La Cina ha annunciato restrizioni sull’export di terre rare e tecnologie correlate, scatenando un allarme a Bruxelles e Washington per il rischio di uno stop all’approvvigionamento di materie prime critiche.
Nonostante un segnale di disgelo dato dall’intesa sui dazi tra Trump e Xi Jinping che ritarda le restrizioni, l’Unione Europea si prepara alla risposta per tutelare i propri settori strategici. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che l’UE è “pronta a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione” per rispondere, se necessario, pur mantenendo l’obiettivo di cercare soluzioni con Pechino. Von der Leyen ha paragonato la dipendenza dalle terre rare cinesi (oltre il 90% per i magneti) al ricatto energetico subito dalla Russia, evidenziando la vulnerabilità dell’UE per la doppia transizione verde e digitale (auto, difesa, AI, ecc.).
Tra gli strumenti a disposizione c’è il cosiddetto “bazooka”anti-coercizione (in vigore dal 2023) che permette l’imposizione di contromisure commerciali e restrizioni. Parallelamente, la Commissione sta sviluppando il piano ‘ReSourceEU’ per garantire fonti alternative e promuovere l’economia circolare, affiancato da partenariati rafforzati con Paesi terzi.
