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Consumo di farmaci in Italia: boom di anti-obesità e psicotropi

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Il Rapporto OsMed 2024, curato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), traccia un quadro dettagliato sull’uso dei medicinali in Italia, evidenziando alcune tendenze preoccupanti.

Nel 2024, il consumo medio giornaliero pro capite è stato di circa 1,9 dosi di farmaco ogni 1.000 abitanti, con quasi 2 miliardi di confezioni dispensate. Il 70,8% del consumo è a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Le categorie terapeutiche con il maggiore consumo sono i farmaci per il sistema cardiovascolare (al primo posto per dosi giornaliere) e quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolico. In termini di spesa SSN, i farmaci anti-cancro e immunomodulatori sono la categoria più costosa.

Si registra un notevole aumento nell’uso dei nuovi farmaci anti-obesità (analoghi del Glp-1, come la semaglutide), che ha portato la spesa totale pubblica per gli antidiabetici a 1,642 miliardi di euro, con un incremento del 13,2% rispetto al 2023.

Un dato allarmante riguarda i minori: nel 2024, circa 4,6 milioni di minori (0-17 anni), ovvero la metà della popolazione pediatrica, hanno ricevuto almeno una prescrizione.

In particolare, l’uso di farmaci psicotropi tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in un decennio (passando dallo 0,26% nel 2016 allo 0,57% nel 2024), con un aumento significativo del consumo di confezioni (da 20,6 a 59,3 per 1.000 minori). I più prescritti sono antipsicotici, antidepressivi e farmaci per l’Adhd, e l’uso aumenta con l’età.

Tuttavia, Aifa specifica che, nonostante l’incremento post-pandemia, l’uso di psicofarmaci in Italia rimane significativamente inferiore rispetto ad altri Paesi europei ed extra-europei (ad esempio, 0,57% in Italia contro l’1,61% in Francia).

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